Saluto romano o pescarese ?
di Galileo Ferraresi
Maciste saluta Massinissa
Il 27 gennaio nella cornice romana di Palazzo Giustiniani si è svolto un convegno sull’antisemitismo cui hanno partecipato sia l’esponente PD Delrio che quello di Forza Italia Gasparri, entrambi impegnati nella comune battaglia contro l’antisemitismo.
Per l’occasione Noemi Di Segni, Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche d’Italia ha affermato che “Il saluto romano, insieme a tutte le forme che offendono la memoria, per noi devono diventare un comportamento, un atto sanzionato penalmente, perché è una responsabilità italiana salvaguardare la memoria”.
In tal modo sollecitato mi sono impegnato per salvaguardare la memoria italiana e sono andato a rivedere un vecchio film, il primo colossal prodotto in Italia, Cabiria.
Uscito il 18 aprile 1914 a Roma il film ebbe come regista Giovanni Patrone che per il soggetto e la sceneggiatura si fece aiutare da Gabriele d’Annunzio. Erano gli anni del cinema muto e, volendo dare enfasi ad alcuni incontri tra i personaggi del film, in mancanza della voce D’Annunzio fece salutare alcuni personaggi, come l’erculeo schiavo Maciste, inchinato e con il braccio destro alzato e teso.
Anni dopo il saluto a braccio alzato fu usato dai fascisti e dai nazisti che, inventandosi una continuità con Roma, lo chiamarono il saluto “romano” quando, a ben vedere, altro non era che il saluto del “pescarese” Gabriele d’Annunzio.
Manifesto del film Cabiria del 1914 nel quale appare per la prima volta il “saluto pescarese”
Galileo Ferraresi
***
Marco Pugacioff
[Disegnatore di fumetti dilettante
e Ricercatore storico dilettante, ma non blogger
(Questo è un sito!)]
Macerata Granne
(da Apollo Granno)
S.P.Q.M.
(Sempre Preti Qua Magneranno)
25/02/’26
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