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venerdì 27 febbraio 2026

Cronaca dell’insolito 24 Ancora sull’Enchiridion – Il disco volante di Corbucci – Quando Carlomagno passò vicino Fabriano


 

Cronaca dell’insolito 24

Ancora sull’Enchiridion – Il disco volante di Corbucci – Quando Carlomagno passò vicino Fabriano

   Nemmeno ieri sera  mi scrivono che ho commesso degli errori sullo scritto dell’Enchiridio.

«Forse si è sbagliato? Enchiridion. Dal greco en-cheiridion, significa letteralmente "libro da tenere in mano" o "manuale tascabile".
   Lei si è confuso con il grimorio del Drago Rosso Conosciuto anche come Il Vero Drago Rosso o Il Grande Grimorio (in francese Le Véritable  Dragon Rouge), è un manuale di stregoneria volto all’evocazione di demoni e spiriti terrestri, aerei e infernali.»

    Gli ho risposto che amo parlare di storie che mi colpiscono e che riferisco le fonti dove ho letto queste storie.

Non la faccio tanto lunga. In pratica alla fine mi scrive «Ecco, adesso ho capito. Certo! benvengano le spiegazioni confuse o inesatte attribuite a questo o a quell'altro personaggio immaginario, a celare o confondere la verità su oggetti di interesse occulto la cui esatta comprensione è riservata solo agli iniziati, così dev'essere. Ben fatto! Complimenti.»

  Cosa potevo rispondere? «senta, se leggo una cosa ed è curiosa, la riferisco. E' sbagliata, non importa, mica lo detta io. Possibile che mi vuol trattare tra le righe da vero Deficiente?! 

  In questi giorni, me ne sta succedendo una dietro l’altra. E' forse lei ? Visto che si occupa di cose occulte, non me ne meraviglierei. 

Dal numero 146 – Oltre le mura, ambientato a Bologna

 

   Mister Castelli nel suo Martin Mystère ne ha tante di cose sbagliate, infatti Bonvi ne aveva fatto un intero catalogo.

Ora senta, ormai, non posso più correggere. Non posso più entrare nel mio primo sito! Il mio cervellone, calcolatore o computer o come si voglia chiamarlo, tre mesi fa invece di cancellarmi la cronologia del giorno mi ha cancellato la cronologia intera, dall'inizio, da anni fa. Perciò non posso più entrare e... 

   Ho dovuto farne un secondo per scrivere i miei errori.»

 

Perciò, vuol dire che non scriverò più di ciò che mi colpisce e mi fa fantasticare!

Qui di seguito gli ultimi scritti e poi, se qualcuno dei miei amici volesse scrivere qualcosa, me lo faccia sapere e vedremo se posso inserirlo oppure no nel mio sito, che vi ostinate a dir Blog.

 

Sergio Corbucci e il disco volante

 

La bella Giovanna Ralli in una foto rielaborata dalla pellicola

 

   Un giorno comprai il librone Dizionario del western all’italiana de Marco Giusti, era il 2007. un librone carino, ma come quello che ho fatto personalmente sui disegnatori di Cucciolandia (ci sarà pure qualche disegnatore che avrò dimenticato, no?), ha le sue mancanze.

    Qualche filmetto lo ha dimenticato come O tutto o niente (Però mi ha fatto sapere che  son stati girati in Turchia un filmetto su Alan Mistero [Ombrax in Francia], che ho ritrovato senza capire una parola e una con Capitan Miki, perduta), ha citato pellicole che hanno spunto dai polveroni e non ha messo lo straordinario Stanza 17-17, Ufficio delle tasse con quattro moschettieri di attori italo francesi – Gastone Moschin, Franco Fabrizi, Philippe Leroy, Raymond Bussières e con Leonello Stander… degli sfigati orchestrati dal malefico Ugo La strizza ovvero Tognazzi  e la pellicola (seppur tagliata) dà buon riso e il buon riso fa buon sangue (mica come le fetecchie alla De Sica  & Boldi) e dove Leroy (straordinario Leonardo da Vinci e Yanez de Gomera e mancato Kit Carson con Giuliano – Aquila della Notte – Gemma) faceva Sartana! Insomma famme passà un oretta tranquillo senza pensa’ ai soldi che, come i fumetti, non ci sono più…

Evvabbè, tornamo a noi, a pag. 297 parla de Il mercenario, un polverone uscito quando avevo un anno o poco più d’età, con uno legnoso e antipatico Franco Nero e la bella Giovanna Ralli, con la regia di Corbucci.

Passo a pagina 299 e che leggo? «In una puntata del “Maurizio Costanzo Show” Sergio Corbucci raccontava di aver filmato un Ufo (in italiano o.v.n.i.) mentre girava questo film in Spagna. La stessa storia la ritroviamo in un articolo del tempo apparso su un giornale spagnolo, En Torrelaguna se rueda El Mercenario di José Luis Quintamilla (5 settembre 1969).»

   Per saperne de più, provo a scrivere al mitico Giornale dei Misteri, ormai in completa decadenza, ma la risposta non mi dà de più… Acciderba!

Finché, l’altro giorno, ho scovato grazie ad Andrea de Rimini, un “fratello nell’Arte” fori de capoccia sur tipo Malangaloide (c’è chi disprezza Malanga e lo definisce cosà le sue ricerche, bà!) del Montefeltro, Enzo Fabbrucci, che nel narrare delle sue serate a Rimini, ha svelato il seguito.

  È  su Contatti cosmici, la puntata RETATE SULLE TERRE DI CONFINE Enzo Fabbrucci [https://www.youtube.com/watch?v=4-uBqPzW42U]…

«Sentite un po’.

Sentite questa eh, oggi è una chiacchierata, anche di aneddoti così e non rompetevi le scatole che ogni volta vi devo stupire con qualche effetto speciale.

Oh, avrò voglia anche di raccontarvi delle cose più normali che mi sono accadute. Allora, ero laggiù e ricordo proprio di quella estate lì, no?

Ero laggiù in riviera, per la prima volta dovevo arrivare verso la mattina alle 10:00, e poi potevo tornare a casa anche verso mezzanotte perché c'era tutta una serie di impegni da svolgere così, ma gli  impegni più volte era poi andare a cena con quelli della troupe, con alcuni di questi attori, attrici.

Vi ho raccontato di un fatto che mi colpì moltissimo, in una sera in cui eravamo a cena in pochi,  c’era il regista, eh, adesso non mi ricordo neanche come si chiama. Pensate quanto era importante questa sottospecie di Fellini dei poveri, [poi se ricorda] Corbucci.

Corbucci che era quello famoso per fare i film con Celentano, li aveva fatti tutti quei film dozzinali con Totò, con Peppino, con tutta quella roba lì…

Tutti dicevano a Roma, che Corbucci sapeva dirigere tre film contemporaneamente. Erano pieni di battute, di luoghi comuni. Era quel popolare da due soldi. Erano quei film di quando ancora la gente entrava nel cinema per stare al caldo e stare in una poltroncina e gli potevi sparare anche degli stronxi in testa, non gliene fregava niente.

E questo era il regista che giustamente doveva cantare la gloria berlusconiana di quegli anni. E allora questo reuccio, questo salsiccione inutile così si siede consumando, così con l’idea più di raccontarlo a Paolo Villaggio e a Serena Grandi che a me e altri due della troupe comincia a raccontare ansimando e mangiando a quattro palmenti questo pesce questo pesce, di questo ristorante di Riviera in quella notte affogata mentre, sbevacchiava, dice “perché del resto Paoletto, sai questa cosa mi è successo in Spagna, questa cosa strana, ci è successa.”

“Stavamo girare un western all'italiana!”, anche lì pensate che i livelli, eh! Giravano un western all’italiana in un deserto nel centro della Spagna.

La Spagna lo sapete che ha al centro, come la Francia delle zone desertiche immesse, il fertile è quasi tutto sui confini.

Mentre in questo western del tutto posticcio [lo] giravano, a un certo punto uno dei fotografi di scena fa: "A dottò, dottò, guardi lassù".

 

Enzo mimma la scena

 

Si girano tutti, bloccano la ripresa e si mettono tutti a guardare in alto. Non era né in movimento né confuso, né niente. Era un piatto volatore, lo chiamiamo come in antico, era un cappello di prete volatore color acciaio che è stato lì forse 5 minuti, fotografato da tutti, guardato lì, impressionante.

Si  bloccano tutti. Stanno a guardarlo. “Cosa facciamo?” Così “lo filmiamo.” “Filmalo, dai. Guarda, cosa chi è. Chi sono.” “Salutami.” Lo sai, cosa ci aveva il cinema romano di quegli anni? E che erano gente così smaliziata, cialtrona, farabutti, ladri di galline, imbucati per prendere due soldi in quella Italia, Roma disoccupata anche in quegli anni 80 [Ma scusa Enzo, er filme era del ’69…] che erano delle troupe così varie che ci si divertiva.

Era molto più bello il film che si girava di qua, delle macchine da presa con tutti ‘sti cialtroni in giro e tutte le loro battute, tutto il loro piccolo, approfittare, grattare tutto quello che si poteva rispetto alle scene che ero di una povertà disarmante. Andatevelì a vedere, non ci vuole molto scrivere Sergio Corbucci e alcuni dei suoi film più tipici. Se ridete vi do un premio io vi mando da casa mia un premio.»

  Dai Enzo, ma con Totò non ci voleva molto, fa ridere solo a vederlo… vabbé, scusa.

«E allora, restano bloccati. Fa che caxxo succede? A un certo punto il cappello si muove ondeggia un po', poi vum [più veloce della luce, come nembo kid…], come fa di solito, se ne va via.

Tengono ‘ste fotografie, cercano di fare un articolo su questo, ma lo sapete che se sono delle cose fuori contesto, perché io dico che l'ufologia ormai di ufo fa ridere i polli, perché non dice niente, ce ne sono stati migliaia prima, ce ne sono stati migliaia dopo. Non sanno che cosa farsene con queste immagini così, tant’è vero che si scordano.

Poi d’inverno, [Corbucci] quando è a Roma racconta che riceve una telefonata e un signore gli dice, "Senta, lei si ricorda quello che ha visto in Spagna, così?" “Sì!”, “Eravamo noi che vi stavamo guardando.” E lui fa, "Cosa? Ci stavate guardando?" “Sì. E noi siamo a Roma. Adesso vorremmo incontrarla il giorno tal dei tali, nel luogo tal dei tali. Vorremmo incontrare lei e questo cantante famoso col quale lei lavora sempre, perché siete due personaggi che fate un cinema popolare e quindi visto da tutti che si può dare sia nelle sale che in televisione”.»

Una cosa del genere era successa anche al popolare regista Daniele D’Anza, autore de Il segno del Comando, che in una intervista disse che all’epoca dello sceneggiato Extra, aveva incontrato questi… stranieri… come vogliamo chiamarli? Forse erano i Doppio Vu 56, del caso Amicizia… che tal’altro Salmaciccia e Bizzari erano anconetani e vivevano a Pescara e il primo contatto lo ebbero a… Ascoli Piceno. Embé, oltre a Carletto Magno, pure l’ufetti, che dovemmo fa. Torniamo alla storia narrata da Enzo, Corbucci telefona ad Adriano…

«Mi immagino la telefonata. “Oh, te l’avevo detta quella storia.” Mi dispiace di non saper far bene il dialetto romanesco che rende ancora più caricaturali questi beccamorti. “Oh, t’avevo detto Adrià, Adrià [Celentano], quando vieni a Roma andamo a incontrare… Ce stanno l’ufi, ci stanno gli extraterrestri!”

E fanno proprio così. E vanno a incontrarli Adriano Celentano e Corbucci e si trovano quattro-cinque personaggi strani. Corbucci raccontava a villaggio, e a noi e a Villaggio. Gli dice, "A me sembrano più dei delinquenti."

Pensate la metafisica di Corbucci. “A me sembravano più dei delinquenti che degli extraterrestri, tant’è vero che ci hanno dato come anticipo tante perline. Erano dei diamantini come di scarto di una lavorazione più alta, però noi li  abbiamo fatti valutare subito.”

Ma figurati che se lui dopo non li fa valutare erano tutti diamanti di valore.  No, potrei sbagliare, potrei dire una cazzata. Eh! Mi ricordo è una serata venuta fuori così all’improvviso, eh, fa potevano essere tipo» e riferisce una cifra da capogiro «di diamanti da dividere in due. Credo che se li saranno divisi, non lo so come han fatto. E con la promessa di fargli presto una sceneggiatura perché era il momento in cui questo gruppo di extraterrestri cercava di farsi conoscere sulla Terra attraverso un film.»

 

I diamanti di Klatù

 

   Certo che la faccenda dei diamanti, mi ha ricordato subito la versione originale di Ultimatun alla Terra, quello del ’58, dove Klatù paga il cinema al giovane Bobby con dei… diamanti!  Ma andiamo avanti…

   «Ci credete che in mezzo a questo parlare romano, a tutte queste portate di pesce, a tutti questi fotografi imbecilli che ci scattavano delle foto e che prendendo anche me per e gli altri per personaggi famosi, eravamo vicino a Villaggio così, dicono sarà famoso anche quello.

Dopo ho visto su alcuni quotidiani così tutti presi per sbaglio, no? Noi che non c’entravamo niente. Comunque così in mezzo a tutto ‘sto casino continua a raccontarci, arriva fino in fondo. Villaggio non mostra un particolare interesse.

Villaggio fuori da Fantozzi era un cesso a pedali. Anche dentro molti Fantozzi, ma fuori era proprio insignificante, un essere del tutto insignificante. Stava lì passivo, continuava, annuiva, mangiava. Così qualcuno di noi, io gli ho fatto qualche domanda più interessante, Corbucci ha risposto e ci ha raccontato che loro non avevano fatto più niente, non se n’è fatto più niente perché loro avevano chiesto di vedere apparire il disco volante in una località ben precisa, un orario ben preciso.

Corbucci ci sarebbe andato, credo Celentano, no, perché stava a Milano, però lui sarebbe stato lì sotto, se avesse visto questi segni così, si sarebbe impegnato moltissimo per costruire una sceneggiatura dove c’è l’antagonista e si parlava di questo contatto con queste razze del cosmo.

Allora, in quel caso avrebbero voluto molte informazioni da questi signori. Finito tutto lì, non si sono non si sono manifestati. Gli han lasciato però questo regalo di brillantini validi di valore.

Questa storia sarà misteriosa davvero, in una sera lì.»

 

Ed ora

Quando Carlomagno passò vicino Fabriano

 

   Questa è una di quelle storie che il professor Carnevale, avrebbe volentieri riferito nei suoi libri.

Perché l’originale Aquisgrana non era in Germania!

 

E che i saggi universitari italici non mi

Scoccino con pretese confusioni o errori

 

Chiaro !

 

 

Annales Ordinis S. Benedicti Occidentalium Monachorum Patriarchae: In quibus ...

Di Jean Mabillon 1704, Pag. 357

 

İllud obiter juvat observare, Carolum, cum Romæ adhuc moraretur, litem composuisse inter duos episcopos, Aribertum Aretinum & Andræam Senensem, invicem dissidentes de quibusdam ecclesiis, maxime de monasterio sancti Ansani, ubi ejusdem sancti corpus quiescebat, quod monasterium Aretinæ ecclesiæ Carolus cum optimatibus suis, secundum Leonis papæ præjudicium adjudicavit. Actum Romæ in ecclesia sancti Petri IV. nonas Martias, imperii ejus anno primo. Sanctus Ansanus martyr cæsus est ad ripam Arbiæ fluvii, ubi postea sub ejus nomine erecta fuit ecclesia: nunc ejus corpus Senis asservatur, teste Lubino. Roma digressus Carolus VII. kalendas Maii, Spoletum venit; dein Ravennam, tum Papiam, ubi Aaronis regis Persarum legatos advenisse accepit; ac demum Aquisgranum reversus est. Dum patrem Pippinus Spoletum comitaretur, accessit Cancellos in finibus Spoletanis; ibique residens cum suis proceribus ad controversias de more dirimendas, Ebroardus comes palatii cum Adelmo episcopo & aliis, qui præsentes aderant, locum Pompinianum monasterio sanctæ Mariæ in Acutiano, id est Farfensi, asseruit, anno dominorum Caroli & Pippini regum vicesimo-septimo & vicesimo-primo, mense Augusto, indictione nona.

 

San Vittore alle Chiuse - Cancelli presso Fbriano

Ecco la traduzione fatta con l’aiuto del

Professor Enzo Mancini

 

   È utile notare, tra l’altro, che mentre Carlo si trovava ancora a Roma, risolse una controversia tra due vescovi, Ariberto di Arezzo e Andrea di Siena, che erano in disaccordo su alcune chiese, in particolare sul monastero di Sant’Ansano, dove riposava il corpo dello stesso santo, che il monastero della chiesa di Arezzo fu aggiudicato da Carlo e dai suoi nobili, in accordo con il pregiudizio di Papa Leone. Atto redatto a Roma nella chiesa di San Pietro IV il 9 marzo, nel primo anno del suo regno. Sant’Ansano fu martirizzato sulla riva del fiume Arbia, dove in seguito fu eretta una chiesa a suo nome: il suo corpo è ora conservato a Siena, secondo la testimonianza di Lubino. Lasciando Roma, Carlo 7 (giorni alle) alle calende di maggio, giunse a Spoleto; poi a Ravenna, poi a Pavia, dove seppe che erano arrivati ​​gli ambasciatori di Aronne (al Rascid), re dei Persiani; e infine tornò ad Aquisgrana. Mentre Pipino accompagnava suo padre a Spoleto, si avvicinò a Cancelli, nei confini di Spoleto; e lì, risiedendo con i suoi nobili per dirimere controversie di costume, Ebroardo, conte di Palazzo, con il vescovo Adelmo e altri che erano presenti, rivendicò il sito di Pompinianum per il monastero di Santa Maria in Acutiano, dove è Farfa, nel ventisettesimo e ventunesimo anno dei regni dei signori Carlo e Pipino, nel mese di agosto, con la nona indizione.

 

  Bien, e con questo l'asino deficiente vi saluta.

Luna, Cucciolo e Tommasino mi aspettano 

 

Marco Pugacioff

[Disegnatore di fumetti dilettante

e Ricercatore storico dilettante, ma non blogger

(Questo è un sito!)]

Macerata Granne

(da Apollo Granno)

S.P.Q.M.

(Sempre Preti Qua Magneranno)

18/02/’26

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